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Approfondimenti
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Precisazioni su Striaria -
Di
recente una persona - tale Alberto P. - ha scritto un articolo per
analizzare la Stregoneria Tradizionale Italiana - che egli chiama
“stregheria”, termine che io non ho mai utilizzato - in cui cita anche
i miei scritti, tra quelli menzionati, e quindi la mia persona,
essendone l’autore.
Il suo articolo vuole evidentemente dimostrare come la Stregoneria Tradizionale
Italiana sia in realtà revivalismo, che egli definisce come “cercare di riprendere più l’atmosfera della stregoneria medievale, più che i
dettagli”.
Ho deciso quindi di cogliere l’occasione per fornire alcune
precisazioni, quanto segue non è quindi contro di te - o rivolto a te -
caro Alberto P., ti ringrazio anzi per
gli importanti meriti che mi attribuisci e che hai saputo cogliere, ma
è a beneficio di chiunque lo leggerà.
Vorrei iniziare precisando subito che della Stregoneria Antica si
conoscono solo pochi dettagli e alcune pratiche, che tuttavia non
sarebbero
stati sufficienti per poterla "ricostruire", mancavano ancora troppi
elementi.
Questi dettagli e queste pratiche si trovano raccolti, più che altro, in questi 3 libri:
-
L’antica stregoneria italiana
-
I Canti di Aradia: il Vangelo delle streghe italiane
-
Il Grimorio della Strega: Incantesimi, Invocazioni, Amuleti e Divinazioni
Difficilmente potrai sperare di trovare più materiale altrove...
Per questo motivo il mio obiettivo è sempre stato quello di “rigenerare” la Stregoneria Antica, lasciandomi guidare dagli stessi Spiriti Antichi che un tempo l’hanno
ispirata, per recuperare gli elementi mancanti necessari a completare questo
arcano mosaico.
Utilizzo quindi la divinazione - che è l’Arte di ricavare informazioni da fonti “soprannaturali” - per apprendere riti, pratiche e insegnamenti.
Praticamente faccio ciò che Streghe, Stregoni, Sciamani, e -
successivamente - i membri di qualunque Sacerdozio autentico hanno
sempre fatto, sin dai primordi più remoti.
Solo un profano molto inesperto potrebbe oggi stupirsene o nutrire dubbi a riguardo, scartando a priori questa
possibilità, solo perchè è ancora fuori dalla sua portata.
Il mio approccio è dunque irrazionale, incantato ed empirico, ovvero che si fonda sull’ESPERIENZA e non su presupposti meramente teorici.
Io non
sono uno di quei “neopagani” da salotto, maniaci delle “fonti”, o che
passano tutto il loro tempo su internet a criticare gli altri e a
discutere di cose che non hanno mai provato e che quindi non possono
capire.
Per sapere devi VIVERE, devi compiere le esperienze necessarie!
Poi potrai parlare della TUA personale esperienza, non certo arrogarti
il diritto di voler giudicare quella degli altri, che non conosci…
Io non sono uno “studioso”, sono un CERCATORE.
Io non penso, “sento” cose.
Io non immagino, “vedo” cose.
E’ lo stesso identico approccio suggerito da Albert Einstein, che mica per niente era un genio!
Fu lui, infatti, che disse: “Penso 99 volte e non trovo niente. Smetto di pensare, nuoto nel silenzio e la verità mi
arriva".
Dal mio punto di vista, essendo io molto pragmatico, per me spendere
del tempo per cercare di analizzare, classificare, e poi bollare - in
modo del tutto arbitrario - le varie correnti e le loro pratiche per
cercare di capire se sono “revivaliste” o “ricostruzioniste” è una
perdita di tempo e un atteggiamento molto razionale.
Personalmente a me interessa una sola cosa: che ciò che faccio mi dia quello che voglio!
Altrimenti è inutile, e quindi smetto di considerarlo.
STREGONERIA TRADIZIONALE
Quando dico che Striaria è Stregoneria Tradizionale Italiana, dico il
vero in quanto il Cammino di Striaria fa parte di una precisa
Tradizione Italiana -
La Via Purpurea (un tempo nota come Tradizione delle Salamandre) - che ormai esiste ed è attiva da oltre un quarto di secolo.
Questa Tradizione si perfeziona di mese in mese e si espande ogni anno, è molto dinamica!
Tutti i Cammini che ho aperto - e che poi ho esposto, in parte, nei
libri che ho scritto - sono da considerarsi espressione di questa
Tradizione.
L’insieme di questi Cammini costituisce dunque La Via Purpurea!
Questo lo scrissi chiaramente già nella Prefazione di “La Vecchia
Religione”, che è datata 5 gennaio 2004.
SULLE EVOCAZIONI E SUI SIGILLI
Scrive Alberto P.:
“Dragon Rouge poi inserisce, all’interno delle sue indicazioni sul
Sabba, l’evocazione, pratica cerimoniale in cui si chiama lo Spirito di
un demone o di un angelo mediante un sigillo, e questo Spirito si
manifesta poi nel fumo dell’incenso o in uno specchio nero. Ciò è –
storicamente parlando – assolutamente errato: le streghe non si
servivano dell’evocazione anche perché gli Spiriti li potevano già
vedere mediante tecniche di trance senza alcuna necessità di sigilli o
di altri strumenti cerimoniali.”
Scrive, ancora, Alberto P.:
“l’uso di sigilli è riportato in Striaria di Dragon Rouge. In questo
testo si invita il praticante a utilizzare il sigillo di Diana Lucifera
per l’evocazione. Ebbene, i sigilli delle Entità sono sempre stati il
prodotto di una classe sociale, quella alta, che era legata alla magia
cerimoniale e non alle credenze o alle pratiche stregonesche. Pertanto
non è possibile ritenere che si tratti di una pratica di Stregoneria”.
Vorrei precisare subito una cosa: angeli e demoni fanno parte dell’immaginario giudeo-cristiano, NON del mio.
La Via Purpurea è un atollo assolutamente incontaminato da codeste dottrine.
In NESSUNO dei miei scritti si evocano angeli e demoni e si usa lo specchio nero.
Vorrei precisare, inoltre, che in Striaria come negli altri Cammini che ho tracciato non si usano droghe.
Sono Cammini sicuri, che vogliono evolvere l’individuo, non danneggiarlo o
esporlo a pericoli.
Nel libro: “Striaria: Grimorio di stregoneria rituale” ho
chiaramente specificato, sin dalle prime pagine, quanto segue:
“Nonostante abbia dovuto inserire alcuni accorgimenti, sostitutivi
dell’unguento e di altri possibili elementi o espedienti di cui
facevano ampio uso le streghe del passato, per rendere nuovamente
funzionali e attuabili le pratiche da me descritte…”
Nei testi degli studiosi che Alberto P. ha consultato l’evocazione non
compare semplicemente perché in quei pochi dettagli che queste cronache
forniscono si narra di
stregoneria congregazionale, ovvero di sabba celebrati
nell’ambito della propria congrega e presieduti dalla Divinità Vivente,
incarnata nell’Uomo con la Maschera o nella Signora del Gioco.
“…salutandoli Madonna Oriente si rivolgeva loro con la formula beneaugurante…” (1390)
In questo contesto non era quindi necessaria evocazione alcuna, in
quanto la Divinità Patrono della congrega non doveva essere “chiamata”,
“evocata”, “convocata”, “destata” (o come dir si voglia) perché era già
presente, fisicamente.
Il sabba di Striaria che ho descritto nel libro: “Striaria: Grimorio di stregoneria
rituale” è invece una pratica individuale e solitaria.
Inoltre, come ho già avuto modo di spiegare, in Striaria l’antica
concezione ed usanza della Divinità Vivente è stata abbandonata in
quanto non più attuabile in quest’epoca.
Per questo nel Sabba di Striaria Diana Lucifera deve essere evocata utilizzando il Sigillo che da Lei ho ricevuto.
Questo Sigillo è una corsia preferenziale di accesso, che funziona perfettamente.
Questo Sigillo, tra l’altro, ha un preciso significato - mai rivelato - che si trova spiegato nel
manoscritto “Lux Lucypheria”, uno scritto interno (quindi segreto) della Tradizione.
Molti sono i segreti che la Tradizione custodisce…
Detto questo, confido di aver fornito sufficienti chiarimenti e valide argomentazioni, a scanso di ulteriori equivoci.
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